domenica 17 febbraio 2013

Crozza come Ceausescu.

Dal blog gemello "Non porgiamo l' altra guancia".

Ricordate Nicolae Ceausescu quando fu contestato duramente durante l' ultimo discorso pubblico con il quale avrebbe voluto porre fine alle sommosse popolari iniziate a Timisoara nel prologo della Rivoluzione del 1989, notizia da me postata molte altre volte ? Come ogni comunista, forte delle centinaia di securisti e minatori che venivano portati con gli autobus ai suoi discorsi, il Conducator rimase senza parole quando iniziarono le contestazioni, provenienti da ogni parte della piazza, da parte del popolo stremato e ridotto alla miseria. La faccia cerulea, le parole ferme sulla bocca, abituato al consenso degli astanti addomesticati.
Ebbene, al Festival di Sanremo il comico Crozza (ed in fondo ogni comunista, oltre che far piangere, è pure tragicamente comico), forte delle partecipazioni a trasmissioni televisive con pubblico beatamente comunista, pronto all' applauso politico di parte, completamente impreparato ad impensabili contestazioni, impacciato e balbettante, mi ha proprio ricordato quel giorno, quell' episodio da cui partì la Rivoluzione Rumena nella Capitale (e senza quella contestazione i moti di Timisoara sarebbero stati repressi nel sangue come a Brasov anni prima...). A dimostrazione di come i comunisti, senza l' avvallo dei babbei festanti, siano tigri di carta (per usar parole di Mao...). Ed anche come i loro comici, siano in fondo limitati. Vi immaginate come avrebbero reagito alla contestazione un Ettore Petrolini od un Alberto Sordi ? O con una sonora pernacchia oppure con una battuta pronta. 
Ma erano di altro spessore...

martedì 17 luglio 2012

La Romania è più avanti di noi...

Il Presidente Basescu è stato dimissionato il 6 Luglio: Violazione della Costituzione, in particolare della Separazione dei Poteri dello Stato e usurpazione del ruolo del Primo Ministro, sono le accuse al Presidente, che avrebbe anche ignorato il ruolo di mediatore costituzionale tra le istituzioni.
Qui in Italia invece qualcuno crede di essere in una repubblica Presidenziale.

domenica 10 giugno 2012

Napolitano non può non conoscere Carlo Salinari.


Tra poco Napoltano andrà in Polonia. Prima del suo viaggio ha concesso un' intervista al direttore della Gazeta Wyborcza, uscita anche su Repubblica, Adam Michnik, che conobbe il carcere comunista. Ancora una volta l' esponente dell' ex-PCI tenta nuove giustificazioni al suo passato comunista, affermando, sul partito: "Partito Comunista che non era un partito stalinista come molti altri in quanto aveva una fondamentale matrice antifascista e DEMOCRATICA e comprendeva forti componenti liberali...". Ed affermando che via via il PCI, dopo il 1968 e l' invasione della Cecoslovacchia, accentuò le distanze con il blocco sovietico.
Peccato, ancora una volta ha dimostrato di non ricordare. Come dirigente comunista, Napolitano non può non aver conosciuto Carlo Salinari. Partigiano Gappista del gruppo romano (gruppo a cui si deve l' attentato di Via Rasella dove morì tragicamente un innocente dodicenne, Piero Zuccheretti, che ebbe la testa staccata dalla bomba),fu un intellettuale di punta del PCI e critico letterario, direttore del "Calendario del Popolo", giornale letterario del PCI. A lui è dedicata una voce nell' Enciclopedia Treccani, una scuola media nel paese natio ed un Largo Salinari a Roma.
Ebbene, questo esponente comunista nel 1973 (5 anni dopo Praga, dunque...) fu protagonista di un' intervista al giornale Rumeno in mio possesso "Magazin Istoric", durante un viaggio a Bucarest, a proposito delle prefazioni scritte all' edizione in italiano degli scritti scelti di Nicolae Ceausescu, uscite proprio per le Edizioni del Calendario del Popolo. Nell' intervista concessa a Maria Covaci, traspare tutta l' ammirazione per il Partito Comunista Rumeno e "Tovarasul" (Compagno) Ceausescu, "in lupta contra imperialismului si colonialismului, in promovarea consecuenta a principilor internationalismului proletar" (faccio a meno di tradurre...). Ricordiamo ancora una volta come Nicolae Ceausescu sia stato, attraverso la Securitate, uno dei dittatori comunisti peggiori e sanguinari, alleato e foraggiatore del Terrorismo internazionale più spietato.
Già,l' intervista è del 1973. Napolitano non poteva non conoscere Carlo Salinari e nemmeno il Calendario del Popolo... O no ?

martedì 24 gennaio 2012

In Romania cresce la protesta.

Nonostante la mancanza di tempo, sono costretto a riprendere in mano questo blog, perchè in Romania cresce la protesta contro il Governo Basescu/Boc. Da giorni, non si contano più le manifestazioni in tutto il paese, incominciate per il licenziamento del sottosegretario del Ministero della Sanità, un medico di origini palestinesi, Rahed Arafat, avvenute praticamente in diretta nel corso di un dibattito televisivo, da parte del Presidente della Repubblica, Basescu. La popolazione, spaventata da possibili tagli alla Sanita con eccessive privatizzazioni, il 10 Gennaio ha incominciato a manifestare in diverse città, praticamente sempre in modo pacifico, se si escludono gli incidenti di Domenica 15 in Piazza dell' Università, anche se peraltro molti studenti lamentano che siano stati preparati da non meglio identificati infiltrati, con notevole sospetto verso il Ministero degli Interni. Ma, una volta reintegrato il sottosegretario, le manifestazioni non sono cessate, ma si ripetono ogni giorno. Con la presenza sempre più massiccia di bandiere col buco della Rivoluzione del 1989 e bandiere e stendardi inneggianti al Re ed alla Monarchia. Oggi, i manifestanti, tra cui molti militari ed ex-militari, nonchè alcuni esponenti della Rivoluzione, stanno manifestando davanti alla sede della Televisione Nazionale, con accuse a Basescu ed al Premier Boc di voler instaurare un regime neo-comunista falsamente liberista su modello cinese. E, tra le continue richieste di dimissioni ed elezioni, cresce la simpatia verso tutta la dinnastia monarchica, Re Michele in testa.
Sembra di essere tornati alla Primavera del 1990.

domenica 28 novembre 2010

E' sempre e solo LUI !!!!

E' dal 1992 che continua a fare quello che vuole con l' Italia, lui ed i suoi amici. Ma, salvo casi sporadici, e spesso infondati, come nel caso dell' acquisto della Roma, quasi nessuno lo nomina o ne parla,nel nostro paese. Ed ha pure ricevuto una Laurea Honoris Causa (de che ???)dall' Univerità di Bologna (città del suo amico Prodi)nel 1995. Dichiaratamente nemico di Bush e Berlusconi, protettore noto dei Rrom (la sua fondazione ha donato circa 150 milioni di dollari per i programmi di integrazione dei Rrom nell'Europa orientale), schieratosi apertamente contro Sarkozy per la sua politica di espulsione, propugnatore di una maggior autonomia della Transilvania in prospettiva di un futuro revanscismo ungherese (è di origine magiara, il buon filantropo...), legalizzatore della marijuana, questo gentiluomo è sempre lui: George Soros !

Poichè a settembre ha donato pure 100 milioni di dollari a Human Rights Watch, viene lecito chiedersi dove trovi in continuazione questi soldi...

lunedì 5 aprile 2010

Hristos a înviat!

Hristos a înviat! Adevărat a înviat!

Buona Pasqua a Tutti (che quest' anno coincide) !

Di Tudor Gheorghe:

Primavara
Din somnul orb de noapte-ntunecoasă
De unde-au stat departe de frumos
Se reîntorc livezile acasă
În rochii înflorite până jos
E primăvară, iarăşi primăvară!
Pe fiecare margini de făgaş
Îşi scot strămoşii degetele – afară,
De ghiocei, de crini, de toporaşi…

Se simte iarăşi mirosul câmpiei
Din nou aruncă soarele pojar
La cântecul înalt al ciocârliei
Ies roadele cu capetele-afar

Aruncă ziua peste tot cu vrăbii
În codri cucii iară-au năvălit
Se bat cu gâtul păsările-n săbii
Şi glasurile-şi dau la ascuţit







martedì 2 marzo 2010

I Rumeni, compatti, non hanno aderito allo sciopero farsa.

Eccomi, dunque: non sono sparito, non mi hanno arrestato, non mi hanno picchiato. Solamente ogni volta che cercavo di iniziare a scrivere, un senso di nausea mi prendeva, per tutto quello che succede in questo paese sempre più allo sbando. Finalmente uno stimolo, per rompere il ghiaccio: lo sciopero farsa degli stranieri immigrati, voluto dai soliti fomentatori di odio. Che non solo è stato un flop pazzesco, ma ha visto una partecipazione quasi nulla dei Lavoratori Rumeni. E quello che è incredibile è che il partito rumeno corrispondente del PD nostrano, quel PSD che non amo particolarmente perchè sempre di sinistra rimane, e sempre è orientato dall' ineffabile "Volpon" Iliescu, si è dimostrato più moderato, ragionevole e disponibile al dialogo del quasi omonimo italiano, che non perderà mai il suo antiberlusconismo travagliante e santoresco. Infatti il rappresentante in italia del PSD, Marian Mocanu, Consigliere del Senato di Romania, già una quindicina di giorni fa si era dichiarato completamente contrario a questa sciopero da operetta:

Andora, 15/02/2010: Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo. La Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è libero di esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di lotta. Sono però altrettanto sicuro che, aderire ad una forma di protesta come questa, sia un danno per la nostra comunità .
Infatti , per usare le parole del Ministro Maroni , dopo i tremendi fatti di via Padova a Milano, è giunto il momento di “lavorare tutti insieme “ e di evitare il rischio di creare nuovi ghetti, nuove situazioni di auto isolamento. Sono consapevole che anche la nostra comunità avrebbe motivo di esprimere le proprie ragioni, di denunciare le situazioni di sfruttamento e di chiedere più controllo nel mondo del lavoro.
In quanto cittadini europei, siamo chiamati a maggiore responsabilità e a far valere le nostre giuste ragioni all’interno e con gli strumenti dell’ordinamento italiano, al fianco e con i lavoratori italiani come anche sottolineato dalla presa di posizione delle maggiori confederazioni sindacali italiane. La nostra comunità è espressione, al pari di quella italiana, di un popolo di lavoratori, di una cultura del “fare” e dell’intraprendere, come dimostrato dalle oltre 25.000 partite iva aperte fino al 2009 da cittadini rumeni. Non partecipare a questo sciopero, non significa non lottare per i propri diritti e per quelli dei propri figli ma, invece sottolineare il nostro rifiuto verso ogni forma di ghettizzazione e esclusione dal tessuto sociale italiano, dimostrando, per usare le parole del Presidente d ella Camera On. Fini , che non vogliamo rifugiarci “in identità pregresse formando ghetti di autoesclusione' ma aprirci al tessuto sociale, economico e produttivo dell’Italia”.

Marian Mocanu
Consigliere Onorario del Presidente del Senato Rumeno

Ed anche oggi ha ribadito il concetto:

IL FALLIMENTO DELLO SCIOPERO DEL 1 MARZO RILANCIA LA LINEA DELL’UNITA’ DEI RUMENI CON IL POPOLO E I LAVORATORI ITALIANI



La comunità rumena, nella maggioranza ha capito che uno sciopero su base etnica rappresenta la fine di ogni possibilità di dialogo. Ma lo sciopero, è bene ricordarlo serve per le vertenze di lavoro , per chiedere il rinnovo dei contratti, per una mondo del lavoro più giusto, non per rivendicazioni politiche e per la richiesta di diritti che, come europei , già possediamo. La presenza di un centinaio di rumeni allo sciopero non è stato rappresentativo per la comunità ma si è trattato di una presenza a titolo personale





Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di ringraziare l’intera comunità rumena in Italia, per il senso di responsabilità dimostratrato per non aver partecipato allo sciopero del 1 Marzo, autoproclamato da alcuni gruppi di cittadini extracomunitari, con l’appoggio di alcune organizzazioni italiane. Come più volte sostenuto , la Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è stato libero di partecipare o meno a questo sciopero. La comunità rumena, ha capito che uno sciopero su base etnica rappresenta forse la fine di ogni possibilità di dialogo. Ma lo sciopero, è bene ricordarlo serve per le vertenze di lavoro , per chiedere il rinnovo dei contratti, per una mondo del lavoro più giusto, non per rivendicazioni politiche e, ancor meno , per la richiesta di diritti che, come europei, già possediamo. Aderire , ad esempio, ad un evento che riguardava i soli cittadini immigrati non avrebbe portato alcun beneficio a nessuno e avrebbe causato ulteriori frizioni tra italiani e immigrati rumeni dando il pretesto alle forze più estreme di sostenere la tesi che sussiste una guerra tra poveri. Dobbiamo sentirci partecipi degli sforzi della collettività italiana. Certo, non mancano fenomeni di intolleranza e razzismo , che si riflettono quasi sempre sulle persone più deboli come i nostri ragazzi , e su questi fenomeni dobbiamo vigilare e denunciarli senza problemi alle autorità italiane senza però prestarsi a giochi politici che invece che risolvere il problema spesso lo usano per fini elettorali. Come cittadini rumeni dobbiamo ricordarci che siamo cittadini comunitari, e come tali godiamo di diritti e doveri parificati a quelli degli italiani e le tante battaglie delle comunità extracomunitarie, seppur umanamente comprensibili, ci riguardano solo marginalmente. Nel mondo del lavoro le battaglie per un fisco più giusto , la sicurezza sui luoghi di lavoro e le tutele sociali sono battaglie che rumeni e italiani devono portare avanti in modo comune e unitario e attraverso le strutture istituzionali italiane , dobbiamo opporci ad ogni tentativo che crei la contrapposizione rumeno – italiano.

Gli interessi e le battaglie dei lavoratori rumeni sono anche quelle dei italiani e di tutti i cittadini comunitari.







Marian Mocanu

Consigliere Onorario del Presidente del Senato della Romania


Certo, l' impronta di sinistra traspare qua e là, ma che differenza di impostazione rispetto ad un PD che non smette di mostrare il proprio retroterreno culturale e le proprie radici comuniste ! Ma la Mia Romania dimostra di essere più imparziale anche nella stampa, come dimostra un articolo di Romania Libera di ieri che, a fronte dei 200. 000 partecipanti violetti di rabbia alla manifestazione di Roma contro Silvio Berlusconi, riduce ad un più reale e realistico 10.000 il numero dei partecipanti. Evidentemente chi ha avuto il comunismo, ha fatto tesoro delle loro menzogne. In Italia, purtroppo, gli utili italioti credono ancora alle favolette rosse.